Brasile / La ricetta del cooperante

La ricetta del cooperante:
moqueca all’italiana

Probabilmente la feijoada è il piatto brasiliano più famoso al mondo. Ma considerando il successo della moqueca che ho preparato con mia sorella lo scorso capodanno in Italia, merita dare un po’ di spazio a questo piatto, e dunque alla tradizione culinaria baiana, con forte influenza africana, e specialmente quella del Reconcavo Baiano, territorio dove siamo impegnati come Cospe nella difesa dei diritti delle comunità afro-discendenti. Ebbene, la moqueca di ostriche e/o di cozze preparata con tanta dimestichezza dal ristorante “È de Oxum” è ciò che ci aspetta nelle nostre visite sul terreno…poveri noi!
Premetto che in cucina sono abbastanza “pratica”, pertanto anche piatti tradizionali che richiederebbero una certa attenzione e calma, con me diventano fast food. E, in fin dei conti, meglio no? Prima di presentare la brutta copia di quella che sicuramente sarà la ricetta originale della moqueca, credo di poter già prevedere quali siano gli ingredienti “intrusi” per un italiano: il coriandolo e l’olio di palma!


In primo luogo è necessario marinare il pesce tagliato a fette, da crudo e utilizzando aglio, sale ed erbe aromatiche, ad esempio del timo. Un pesce utilizzato per la moqueca e facilmente acquistabile anche in Italia è la spigola, ma se non ricordo male il nostro piatto all’italiana era a base di merluzzo, e il risultato è stato ugualmente soddisfacente!
A un soffritto di aglio e cipolla, si aggiungono il pomodoro e i peperoni a fette e a seguire il pesce marinato. Dorare il tutto e aggiungere pepe e latte di cocco, fino a coprire il pesce, e lasciare cucinare per circa dieci minutini. Tocco finale: un pizzico di coriandolo fresco e di olio di palma. Mentre il coriandolo, che per esperienza personale pochi italiani gradiscono, si potrebbe sostituire con del prezzemolo, l’olio di palma, sacro per la moqueca baiana, è indispensabile…
Alcune varianti possono aggiungere la banana tagliata a fette, insieme ai peperoni e i pomodori, e/o dei gamberetti nella cottura finale del piatto.
Servito! Mi aspetto un invito a cena. Dopo che lo avrete sperimentato la prima volta ovviamente…

Martina

Martina Molinu, trentunenne quasi trentaduenne, nasce in provincia di Firenze, nelle colline del Valdarno. Fino ai 19 anni resta fedele al piccolo paesino di Gaville, poco più di trecento abitanti, più pecore sicuramente che abitanti, dove impara il valore di un buon pomodoro colto dalla pianta o di una santa fettunta con l’olio del proprio giardino! Studia Scienze Internazionali e Diplomatiche un po’ a Forlì, un po’ a Berlino e un po’ a Rio de Janeiro, quando inizia la sua avventura brasiliana. A 24 anni comincia quindi a dividersi tra l’Italia, nei rincontri con la famiglia sardo-toscana, la Spagna, dove vive la cara sorellina con i bellissimi nipotini, e il Brasile, il Paese della sua nuova famiglia. Nonostante anche COSPE sia di origini toscane, la collaborazione nasce in Brasile, con uno stage nel 2012 che poco a poco si trasforma in una matura collaborazione. Attualmente è Responsabile Paese e Coordinatrice di Progetti e considera un privilegio poter tornare “a casa”, sperimentando anche cosa significhi lavorare in Italia.

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