Acqua / Senegal

L’acqua scorre di notte

Tornare a casa dopo un intensa giornata di lavoro o una visita per i quartieri sabbiosi di Dakar e sperare di potersi fare una bella doccia rigenerante è sempre stato un miraggio durante i primi due mesi del mio soggiorno in Senegal.

Sì, perché pur essendo ben servita rispetto ad altre capitali africane, anche a Dakar, che è uno spuntone di terra tra le acque dell’Atlantico, si può rimanere senz’acqua tutta la giornata per poi ritornare ai rubinetti soltanto di notte.

Ed ecco che appena ricomincia a scorrere, verso le 22 o le 23, ci si mette tutti all’opera: c’è da lavare i piatti e avviare la lavatrice, annaffiare le piante del nostro piccolo giardino e dell’orticello, riempire i bidoni che costituiranno la nostra riserva per la giornata e, finalmente, farsi una bella doccia prima di andare a letto sfiniti!

Nel mio quartiere, l’acqua è distribuita solo di notte. Per ora non ho ben capito il perché ma spero di capirlo meglio tra pochissimo poiché COSPE sta lanciando proprio qui nella capitale  un progetto di promozione della cittadinanza attiva in particolare sul tema della trasparenza dei fondi pubblici dedicati all’acqua. Con questo progetto, tra l’altro, si valuterà partecipativamente il servizio fornito e si individueranno i possibili miglioramenti che la società di gestione dell’acqua (SNE) dovrebbe realizzare in futuro.

Intanto io mi sono attrezzata con una cisterna che mi permette di avere l’acqua tutto il giorno!

In ogni caso, non mi posso lamentare, l’acqua che arriva al mio rubinetto è transparente e ha un leggero odore di cloro. Nulla in confronto all’acqua della mia precedente casa in Congo, dove anche nella capitale mi capitava di passare 15 giorni senza il bene più prezioso e di scopire, una volta che l’acqua tornava a scorrere, che con lei arrivava la sabbia e finanche qualche vermiciattolo!

In Senegal, per fortuna, questo non succede. Tuttavia ci sono dei disagi, per esempio l’edificio accanto al mio non è allacciato alla SNE e riceve l’acqua con le cisterne che devono venire tutti i giorni per rifornire gli appartamenti del palazzo di 5 piani… E poi, in Senegal, l’acqua è una risorsa preziosa: ci sono regioni in cui la pluviometria è cosi bassa da rendere sempre più difficile coltivare e ci sono zone dove l’acqua è disponibile in grandi quantità ma la cui qualità é insufficiente.

Io ho vissuto in zone dove non c’era telefono né elettricità, ma vi posso assicurare che a una persona niente manca di più dell’acqua!

Scopri cosa fa COSPE in Senegal

Laura

Laura Vigoriti, 36 anni, è campana di Pozzuoli, cittadina di mare conosciuta per il vulcano Solfatara, i molti resti romani ed anche per aver dato i natali a Sophia Loren. Ha ricevuto dai suoi genitori un’educazione aperta e attenta all’altro che l’ha naturalmente spinta ad avvicinarsi a movimenti associativi della sua zona e a impegnarsi soprattutto nella lotta alla marginalizzazione sociale. Da qui ha maturato l’idea di fare studi sullo sviluppo che potessero rendere più professionale il suo impegno civile e ha frequentato Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università Orientale di Napoli dove si è specializzata in Politiche di Sviluppo. Subito dopo la laurea, è partita per un anno di servizio civile in Congo e da li ha cominciato le sue collaborazioni con diverse organizzazioni nell’ambito di progetti di sviluppo, intervallando periodi all’estero e periodi in Italia durante i quali ha anche seguito una formazione superiore in Gestione di progetti della solidarietà internazionale a Lione in Francia. Da quasi due anni Laura è diventata mamma e avrebbe voluto stabilirsi per un periodo in Italia. Ma alla proposta del COSPE di partire per il Senegal come Rappresentante Paese non ha saputo dire di no ed ora vive a Dakar con tutta la famiglia.

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